Mercoledì, 20 Settembre 2017 00:00

iOS 11, tutte le novità indicate da Apple.

Sono moltissime le novità di iOS 11 per iPad e iPhone.

Apple ha rilasciato la versione definitiva di iOS 11, nuova versione del sistema operativo per iPad e iPhone.E' stato definito “la maggiore release software di sempre per iPad”, integra nuove funzioni multitasking, l’app File e nuovi modi di utilizzare Apple Pencil. La realtà aumentata sta per approdare su centinaia di milioni di dispositivi iOS con una nuova piattaforma che permetterà agli sviluppatori di creare app in cui gli utenti potranno sovrapporre contenuti virtuali a scene reali.

Core ML offre agli sviluppatori capacità di machine learning on-device che permetteranno di creare app in grado di prevedere, imparare e diventare via via più intelligenti. Altre funzioni includono la possibilità di versare somme di denaro fra amici con Apple Pay, “Non disturbare” alla guida per restare concentrati unicamente sulla strada, Siri ancora più intelligente e con una nuova voce, nonché innovative capacità professionali per Foto e Fotocamera.

Con l’arrivo di iOS 11, Apple ha aggiornato le app della suite iWork. Disponibili quindi update per Pages, Numbers e Keynote. Su iPad, ora è possibile trascinare e rilascia testo, immagini e altro ancora tra Pages e altre app, lavorare in modo più efficiente con Slide Over, Split View e il nuovo Dock.

Disponibile Safari 11 per macOS Sierra e OS X El Capitan.

Rilasciato Safari 11 sia per macOS 10.12 Sierra, sia per OS X 10.11 El Capitan. L’aggiornamento è consigliato a tutti e integra miglioramenti relativi alla privacy, della compatibilità e alla sicurezza

Disponibili infine watchOS 4 e tvOS 11. Apple ha rilasciato le versioni aggiornate definitive di watchOS 4 e tvOS 11. nuove versione dei sistemi operativi per i dispositivi Apple Watch e Apple TV. 

Il software della Avast è stato violato da hackers nascondendo un malware all'interno del programma. Ccleaner, il popolare software usato spesso per ripulire il proprio pc, è stato violato da alcuni hackers. I pirati informatici hanno nascosto un malware all’interno del software facendo in modo che questo possa poi infettare tutti i pc che usano il software. Si parla di circa 2,3 milioni di pc infettati.

Si parla di numeri molto alti, dalle stime sembrerebbe che i pc infettati possano essere 2,3 milioni. Ccleaner è un software molto utilizzato di solito per ripulire il proprio pc, per eliminare spazio all’interno del proprio disco fisso. Una pratica che si è diffusa anche sui dispositivi mobili. A scoprire la violazione sono stati i ricercatori di Cisco Talos.

Lo scorso mese di luglio la Piriform, la società che ha realizzato e prodotto il software fino ad allora, è stata acquisita dalla Avast, azienda molto conosciuta per il software anti-virus. In quell’occasione si disse che Ccleaner è usato da 130 milioni di persone, 15 milioni da mobile ed è stato scaricato oltre 2 miliardi di volte (novembre 2016).

Le versione del software che risultano infette sono quelle aggiornate nel periodo di tempo che va dal 15 agosto al 12 settembre. Controllate subito la vostra versione, dunque, quella infetta è la 5.33 che al momento è stata rimossa e non è più disponibile per il download. I ricercatori di Cisco fanno però sapere che molti utenti sono ancora a rischio e rimarranno purtroppo in questa situazione anche dopo l’aggiornamento del loro software CCleaner.

Una volta installato il malware, gli aggressori hanno potenzialmente accesso al computer dell’utente e ad altri sistemi connessi per rubare dati personali sensibili o credenziali che potrebbero essere utilizzate per l’online banking o altre attività online. In modo analogo al malware Nyetya diffuso a fine giugno, anche in questo caso gli aggressori hanno violato un software legittimo e affidabile, trasformandolo in un’applicazione dannosa.

Quindi il consiglio e' quello di prestare la massima attenzione, controllare la versione del software ed aggiornate, nel caso, il vostro pc.


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La carica degli iPhone: tre nuovi modelli. L’X si sbloccherà guardandolo. A dieci anni dalla presentazione del primo "telefono" Apple, la casa di Cupertino festeggia con un avanzatissimo smartphone: display oled, due camere posteriori, ricarica wireless.

"Pochi dispositivi nella storia hanno avuto un impatto come l’iPhone. Ha cambiato il modo con cui parliamo, lavoriamo, comunichiamo". Così Tim Cook, nel decennale di quel 2007 in cui Steve Jobs mostrò al mondo il primo smartphone, si è presentato al pubblico del teatro intitolato al fondatore di Apple all’interno della nuova mega sede di Cupertino.

Tutte confermate le anticipazioni, a cominciare da quella che i nuovi smartphone sarebbero stati tre, l’iPhone 8, l’8 Plus e l’iPhone X (che sta per dieci in numero romano e si pronuncia ten in inglese). "Un prodotto che ridefinirà la tecnologia per i prossimi dieci anni", parola di Cook il CEO di Apple. Tutto confermato a cominciare da Face Id, il riconoscimento facciale, che rottama l’identificazione del proprietario tramite sensore di impronte, utilizzando le reti neuronali e imparando a riconoscere il volto sblocco dopo sblocco anche in condizioni di luce precaria.

Con Face Id arrivano le animoji, gli emoij animati che "replicano" il nostro viso e possono essere allegati ai messaggi. Il display Super Retina è un oled (proviene da Samsung che ne è il fornitore) da 5,8 pollici, le fotocamere posteriori sono due da 12 mpx, ricarica senza fili col nuovo accessorio Air Power. Due i colori - grigio e argento.Debutto fissato per il 3 novembre.

Non solo l’iPhone X avevamo detto, preceduto negli annunci da altri due dispositivi, l’iPhone 8 e l’iPhone 8 Plus, aggiornamenti dei modelli attuali, vocati alla realtà aumentata grazie al nuovo chip A11 Bionic, il 25% più potente dell’A10 e disponibili dal 22 settembre (qui i colori sono tre, c’è anche l’oro rosa). Presentata anche una nuova Apple Tv in 4k per supportare risoluzioni Ultra HD e soprattutto una terza generazione di Apple Watch finalmente dotati di connessione cellulare autonoma, ma con lo stesso numero telefonico dell’iPhone abbinato. Quest’ultima non sarà inizialmente disponibile in Italia, mancando ancora accordi ufficiali con gli operatori delle telecomunicazioni.

Anche quest’anno l’arrivo di iPhone 8 e iPhone X è servito ad abbassare il listino dei prezzi iPhone 7, iPhone 6s e iPhone SE. Una variazione di prezzo per tutti i modelli di iPad Pro è stata registrata in seguito al Keynote e alla riapertura dello Store. Mentre i riflettori su iPad non erano accesi, i prezzi sono aumentati. E non di poco: 70 euro per quasi tutte le versioni; solo  64 GB hanno un prezzo invariato. Le ragion dell’aumento non sono chiare. In Europa c’era addirittura il margine per ridurre i prezzi visto l’indebolimento del dollaro.

Disponibile iTunes 12.7 senza App Store.

Nuova release di iTunes disponibile. Viene tolto l’App Store. “Incentrato sulla musica, i film, i programmi TV, i podcast e gli audiolibri”. Supporto per sincronizzazione dei dispositivi con iOS 11 e nuove funzionalità per Apple Music e Podcast.

iTunes 12.7 senza App Store. Questa è la novità più importante della nuova versione rilasciata questa notte. Si tratta di qualche cosa di rivoluzionario e in qualche modo scioccante che cambia radicalmente l’utilizzo del media center di Apple e obbliga a cambiare le abitudini.

In termini pratici se preferivate passare in rassegna classifiche e app da Mac o PC non potrete più farlo e non potrete neppure usare il computer per scaricarle. Se non avete il Wifi in casa, caso raro ma non impossibile, o se avete una connessione Wifi non perfetta in qualche stanza (caso meno raro) e vi affidate ad una connessione fisica, l’unica soluzione per avere le app sarà usare la rete cellulare sul vostro iPhone e iPad. Se ne vanno anche tutte le opzioni e le comodità di un display più grande e anche la possibilità di fare click su una recensione o una presentazione di un’app da desktop per scaricarla sul computer e poi sincronizzarla sul telefono o il tablet.

Al momento facendo click su un qualsiasi sito web sul quale sono elencate  app iPhone o iPad da scaricare, viene presentata la pagina web di descrizione dello store Apple ma senza il tradizionale pulsante per il download/acquisto. Questo ovviamente finirà per confondere una buona parte dei possibili clienti, anche se ovviamente una larga parte degli utenti interessati all’argomento usa prevalentemente il telefono o il tablet per accedere a queste informazioni.

La ragione per cui Apple ha creato questa situazione è certamente legata alla necessità di semplificare la storica applicazione per la gestione di app e musica. Per ora sappiamo solo che, come dice Apple, ”Il nuovo iTunes è incentrato sulla musica, i film, i programmi TV, i podcast e gli audiolibri. Se in precedenza utilizzavi iTunes per sincronizzare le app o le suonerie del dispositivo iOS utilizza il nuovo App Store o le Impostazioni Suoni su iOS per scaricarle di nuovo senza il Mac”.

iTunes 12.7 può essere scaricato dalla sezione “Aggiornamenti” dal Mac App Store o, in alternativa scaricando l’applicazione direttamente dal sito Apple. iTunes 12.7 su Mac richiede OS X 10.9.5 o seguenti; su PC è richiesto Windows 7 o versioni successive.

Non si è parlato di macOS High Sierra nel corso dell’ultimo keynote di Apple ma ora sappiamo quando il nuovo sistema per Mac sarà rilasciato: la data ufficiale e’ stata definita per il 25 settembre.

Mentre iOS 11 sarà disponibile per tutti dal 19 settembre prossimo e nel frattempo arriva in via ufficiale la versione Golden Master per gli sviluppatori.

 

L’iPhone del decennale (2007-2017) si chiamerà iPhone X, arriverà  insieme all’iPhone 8 e all’8 Plus.

La fotocamera anteriore fara’ funzionare FaceID, il nuovo sistema di sicurezza che riconoscerà il volto attraverso una scansione in 3D.

Il riconoscimento facciale è una funzione da tempo disponibile su altri smartphone Android, ma la tecnologia usata nell’iPhone X è differente da quella adottata ad esempio sul Galaxy S8 o sul Note 8 di Samsung. È stata sviluppata da RealFace, una azienda israeliana che Apple ha acquistato qualche mese fa e dovrebbe essere molto più affidabile, tanto da riconoscere la stessa persona con e senza occhiali, e soprattutto distinguere tra volti reali e fotografie. Sul modello maggiore, FaceID dovrebbe sostituire la scansione dell’impronta digitale (TouchID) per tutte le operazione di sblocco e accesso ai dati sensibili, dunque anche per i pagamenti con Apple Pay.  

Nuovi anche alcuni sfondi per il display, dove colpisce la predominanza del nero. Sembra una questione estetica, ma invece svela molto delle soluzioni tecniche e del design che vedremo sul prossimo iPhone. Intanto conferma la presenza di un display Oled (prodotto da Samsung), che da spento sarà completamente nero: a differenza dell’attuale Lcd, infatti, il nero sarà ottenuto spegnendo completamente i singoli pixel, non oscurando la luce dei led sotto lo schermo. Incidentalmente, questo potrebbe avere qualche effetto positivo sulla durata della batteria.

Come previsto, il display coprirà quasi per intero la parte frontale, con un piccolo rientro in alto per ospitare l’altoparlante e la fotocamera. La novità è la scomparsa del tasto home, sostituito da una barretta in basso nella schermata; alcune funzioni saranno invece svolte dal pulsante laterale di accensione, denominato “side button”.  

Per la fotocamera ci si aspettano nuove modalità ritratto, c’è da capire se saranno limitate al solo modello top o anche a tutti quelli dotati di doppia fotocamera; potrebbero anche riferirsi a effetti particolari ottenibili con l’uso del flash. Rivedute anche le impostazioni dei video, che potranno arrivare a 1080p e 240 frame al secondo oppure a 4K e 60 frame al secondo.  

 

Un documento di supporto tecnico di Apple spiega in breve quello che c’è da sapere prima di passare all’APFS.

Apple rende noto un documento di supporto tecnico per preparare gli amministratori di sistema all’arrivo del nuovo file system che sarà proposto installando macOS 10.13 High Sierra (ed in futuro su tutte le altre piattaforme).

Apple File System (APFS) è il file system di default del nuovo macOS 10.3 High Sierra sui Mac con unità di storage flash. Tra i vantaggi di APFS: funzionalità di cifratura integrate di serie nel file system, supporto allo space sharing, funzionalità che consentono di conoscere velocemente lo spazio occupato da una cartella e varie novità che migliorano le basi del file system.

Aggiornando l’attuale sistema a macOS High Sierra, le unità di storage flash prevedono la conversione automatica, ed in fase di installazione all’utente viene chiesta conferma della procedura di passaggio al nuovo file system.

Sistemi e dischi rigidi (HDD) e unità Fusion non sono invece convertiti in APFS.

Compatibilità APFS

•I dispositivi formattati come HFS+ possono essere letti e scritti da dispositivi formattati APFS

•I dispositivi formattati come APFS possono essere letti e scritti da altri dispositivi che gestiscono APFS e da sistemi che gestiscono HFS+ da macOS 10.12.6 e seguenti

Quindi se ne evince che un dispositivo USB inizializzato come APFS può essere letto da un Mac con macOS Sierra ma non dai Mac che eseguono OS X El Capitan e precedenti.

APFS e FileVault

I volumi FileVault sono convertiti da HFS+ to APFS, alla stregua dei volumi non cifrati

APFS e Boot Camp


Boot Camp è supportato quando si eseguire l’aggiornamento a macOS High Sierra tranne che per i volumi superiori a 3TB o se questo risiede su un’unità Fusion Drive. Boot Camp non supporta la lettura/scrittura di volumi formattati APFS.

APFS e condivisione

I volumi inizializzati come APFS non possono offrire funzionalità di condivisione mediante i servizi di rete AFP (Apple Filing Protocol). Con APFS è possibile usare SMB e NFS. È anche disponibile l’opzione per forzare l’uso di cartelle condivise cifrate per proteggere i dati dall’intercettazione le occorrenze in reti non attendibili.

APFS e Time Machine


Dopo l’aggiornamento dei Mac ad APFS, non è necessario apportare cambiamenti alle impostazioni di Time Machine. Qualsiasi Share Point del disco Time Machine deve essere eventualmente impostato usando SMB anziché AFP. 

Mercoledì, 30 Agosto 2017 00:00

Apple MacOS High Sierra Public Beta 7

Apple ha rilasciato la versione 7 del nuovo sistema operativo MacOS 10.13 High Sierra, nella versione Public Beta.

 

 

Apple Update a macOS Sierra 10.12.6, disponibile la versione definitiva.

Finalizzato a migliorare le prestazioni e a riparare alcuni bug, macOS Sierra 10.12.6 potrebbe essere l’ultimo aggiornamento importante per Sierra. A giugno di quest’anno, in concomitanza con la Worldwide Developers Conference, Apple ha infatti presentato il successore: macOS 10.13 High Sierra. L’aggiornamento si scarica direttamente da Mac App Store.

Disponibile iTunes 12.6.2 per macOS Sierra.

Apple ha rilasciato iTunes 12.6.2 integrando “piccole miglioramenti dell’app e delle prestazioni”. Come sempre la versione aggiornata di iTunes può essere scaricata dalla sezione “Aggiornamenti” del Mac App Store.

Disponibili watchOS 3.2.3 e tvOS 10.2.2.

Apple ha rilasciato watchOS 3.2.3, aggiornamento minore del sistema operativo dell’Apple Watch, e tvOS 10.2.2, update per la Apple TV di quarta generazione.

Disponibile iOS 10.3.3: migliora sicurezza e soluzioni a bug minori.

Apple ha reso disponibile l’aggiornamento ad iOS 10.3.3 per iPhone ed iPad. Potrebbe l’ultimo o il penultimo update prima del lancio in autunno della nuova versione del sistema operativo.

Aggiornamenti di sicurezza per OS X El Capitan 10.11 e Yosemite 10.10.

Apple ha rilasciato aggiornamenti di sicurezza specifici per OS X 10.10 Yosemite e OS X 10.11 El Capitan. Gli update risolvono problematiche relative alla sicurezza ed è dunque fortemente consigliata la loro installazione. Come sempre per scaricare questi update basta aprire il Mac App Store, selezionare “Aggiornamenti”, scaricare e installare gli aggiornamenti proposti.

 

 

 

Mercoledì, 12 Luglio 2017 00:00

Symantec Norton Report 2017

Una nuova ricerca di Norton by Symantec evidenzia da parte degli utenti un falso senso di invulnerabilità e un atteggiamento di indifferenza nei confronti dei pericoli insiti nell’utilizzo delle reti Wi-Fi pubbliche. Elevato il pericolo di mettere a rischio le informazioni personali e la propria privacy.

Gli utenti sono in grado di dire se corrono o no il rischio di essere spiati quando utilizzano una connessione in rete sotto Wi-Fi pubblica? Una nuova ricerca realizzata da Norton by Symantec rivela che in particolare gli utenti italiani hanno un falso senso di sicurezza quando utilizzano le Wi-Fi pubbliche. Sottolinea la leggerezza con cui mettono a rischio i propri dati, anche adottando comportamenti non del tutto consoni.

L’edizione 2017 del Norton Wi-Fi Risk Report ha "sondato" oltre 15.000 persone di tutto il mondo in relazione ai comportamenti durante l’utilizzo di Wi-Fi pubbliche. Una volta online, gli utenti rivelano comportamenti quanto meno inaspettati:

Per quanto riguarda gli italiani, un 15% ammette di aver visionato immagini di nudo o contenuti hard durante una sessione di navigazione in rete sotto wi-fi pubblica. L’Italia ha una delle percentuali più alte in Europa ma molto più bassa rispetto, ad esempio, agli USA con il 20%. (India con il 31% e al Brasile con il 30% sono quelli con le percentuali maggiori)

Di questi utenti italiani il 36% ammette di averlo fatto a casa di amici; il 35% in strutture alberghiere; il 33% in un bar o in un ristorante; il 30% per strada. Più bassa la percentuale di persone che cercano o guardano materiale hot nelle biblioteche (17%). Bassissimo questo tipo di utilizzo della rete sotto Wi-Fi pubblica nelle scuole o nelle università.

 

• L’89% ammette comunque di mettere le proprie informazioni personali a rischio durante l’utilizzo di una wi-fi pubblica

• Il 58% accede alla mail personale da Wi-Fi pubblico

• Il 54% accede ai propri profili social

• Il 47% condivide foto e video

• Il 17% verifica il conto bancario o accede alle informazioni di natura finanziaria

Sono ancora in molti a non preoccuparsi di proteggere i propri dati durante una sessione Wi-Fi: il 44% degli italiani non utilizza una soluzione VPN (Virtual Private Network) mentre un 22% non ne ha mai neanche sentito parlare.

Il report completo è consultabile sul sito Symantec :

 

https://www.symantec.com/en/uk/about/newsroom/press-kits/norton-wifi-risk-report-2017

 

 


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Un insidioso malware per PC si sta diffondendo in tutta Europa; colpite aziende in Ucraina,  Danimarca e Gran Bretagna. Molte aziende sono sotto cyberattacco da parte di un ransomware, un malware che cifra cartelle e file di interi dischi, bloccano il sistema in attesa di un pagamento di un riscatto in Bitcoin, stesso procedimento già visto con WannaCry. Tra le attività colpite, la Banca Nazionale Ucraina, l’aeroporto di Kiev e avrebbero tentato, senza successo, di prendere di mira anche le centrali elettriche ucraine. Il malware che si sta diffondendo in queste ore secondo alcuni ricercatori potrebbe essere una variante di Petya, ransomware che aveva già colpito varie aziende negli anni passati. Il documento allegato alla mail è un’applicazione (un file .EXE per Windows) che cifra file vari che trova sul disco rigido del computer-target. Gli esperti in sicurezza informatica di Kaspersky Lab asseriscono che non si tratterebbe di una variante di Petya, tanto da chiamare il ransomware con l’appellativo di “NotPetya“, una versione mai vista prima. 

Come proteggersi ? E' assolutamente prioritario eseguire backup affidabili , memorizzando le copie sui dispositivi di archiviazione non costantemente connessi al computer, al fine di ripristinare facilmente i sistemi interessati in caso di cifratura da parte dei ransomware. Il ransomware attacca sia condivisioni su volumi di rete che backup su cloud, quindi va aggiornata la copia di backup tenendo i dati sensibili isolati: i dispositivi esterni devono essere utilizzati per solo per il backup ed essere disconnessi immediatamente dopo il completamento dello stesso. Il sistema antivirus presente sul PC deve essere aggiornato, cosi' come pure il Sistema Operativo. Il ransomware in alcuni casi si propaga anche tramite phishing, quindi è consigliabile non aprire link/allegati provenienti da email sospette.


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Lunedì, 26 Giugno 2017 22:00

Acronis Files Connect

Acronis presenta Acronis Files Connect, soluzione in grado di offrire un’esperienza completa agli utenti Mac per la connessione a file server Windows o NAS. Con Acronis Files Connect bastano tre clic per individuare e accedere a un file su un numero qualunque di condivisioni di file, rispetto ai dieci clic per condivisione richiesti dall’applicazione Finder di Mac. Inoltre, test interni di Acronis hanno dimostrato che con Acronis Files Connect servono solo tre secondi per cercare 250.000 file su una condivisione remota, rispetto agli oltre 25 minuti richiesti da Finder collegato via SMB

La nuova release di Acronis Files Connect, in precedenza denominata “ExtremeZ-IP", offre agli utenti Mac accesso istantaneo a tutte le condivisioni di file e le risorse DFS disponibili, insieme a una funzione di ricerca cento volte più veloce rispetto all’applicazione Finder di serie nei Mac. Acronis Files Connect ottimizza l’integrazione di computer Mac in una rete basata su Windows, risolvendo così i problemi di affidabilità e prestazioni associati al collegamento di computer Mac a condivisioni di file Windows e risorse DFS tramite protocolli AFP e SMB.

L’ultima release di Acronis Files Connect introduce nuove opzioni di indicizzazione dei file sul lato server e una nuova applicazione Mac leggera per offrire un unico pannello di controllo in tutti i siti di archiviazione remota dei file. Tra le numerose nuove funzionalità la capacità di specificare il protocollo AFP or SMB come richiesto per ogni condivisione di file, il montaggio automatico di condivisioni di file, la ricerca Spotlight di contenuti completi su condivisioni di file singole o multiple simultaneamente, una gestione semplificata delle stampanti di rete.

Acronis Files Connect  effettua aggiornamenti dell’indice di ricerca granulare in tempo reale, permette la ricerca Spotlight su volumi gestiti da soluzioni HSM / di archiviazione file system, indicizza il contenuto di file di controllo per una sensibile riduzione delle dimensioni dell’indice di ricerca e supporta i tag dei file Windows e Mac

“Acronis Files Connect è l’unica soluzione che offre la vasta esperienza richiesta dagli utenti Mac quando si collegano a file server Windows o NAS e a risorse DFS. Questa soluzione presenta nuove caratteristiche e funzionalità avanzate, comunque facili da gestire. Rendendo così l’integrazione dei Mac nelle reti Windows trasparente” afferma John Zanni, CMO di Acronis. Secondo lo sviluppatore, adottando Acronis Files Connect le società con ambienti misti Mac/Windows possono contare su un minor numero di chiamate all’assistenza, maggiore produttività e maggiore soddisfazione dei dipendenti. 







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