AppleUpdate a macOS 10.12.5, disponibile la versione definitiva. 
Disponibile l'aggiornamento a macOS 10.12.5. L'update "migliora la stabilità, la compatibilità del Mac" ed è consigliato per tutti gli utenti.
E' il quinto importante update da quanto macOS Sierra è stato lanciato a settembre dello scorso anno.
Tra le problematiche risolte: un problema che poteva causare la riproduzione intermittente dell’audio attraverso cuffie USB, il miglioramento della compatibilità di Mac App Store con aggiornamenti futuri. È stato integrato il supporto per il formato RAW di nuove fotocamere.
Per quanto riguarda Boot Camp è stata aggiunta la possibilità di installare Windows 10 Creators Update, risolvendo un problema lamentato in precedenza da alcuni utenti.
L’aggiornamento può essere scaricato selezionando dal Mac App Store la voce “Aggiornamenti” o, in alterativa nella versione “combo” (utilizzabile su qualsiasi Mac con macOS 10.12.x)

Disponibile iTunes 12.6.1 per Mac e Windows.
Apple ha rilasciato la release 12.6.1 di iTunes per Mac e Windows. L’aggiornamento “include piccoli miglioramenti dell’app e delle prestazioni”.

Disponibili watchOS 3.2.2 e tvOS 10.2.1.
Apple ha rilasciato gli aggiornamenti definitivi a watchOS 3.2.2 e tvOS 10.2.1. Piccole migliorie e soluzioni di bug.

Disponibile iOS 10.3.2: migliora sicurezza e soluzioni a bug minori.
Rilasciata versione definitiva dell'aggiornamento a iOS 10.3.2. Apple spiega che iOS 10.3.2 "include correzioni di errori e migliora il livello di sicurezza di iPhone e iPad".
L’aggiornamento a iOS 10.3.2 è come sempre installabile “over-the-air” (direttamente dal dispositivo). Basta andare in Impostazioni, selezionare “Generali”, “Aggiornamento Software”, verificare e installare l’update proposto.

“WannaCry”, “WanaCryptor” o “WanaCrypt0r” è un ransomware che nel weekend ha colpito migliaia di computer in tutto il mondo. Come proteggere i PC e le macchine virtuali con Windows.

Numerose organizzazioni a livello mondiale sono state colpite da questo attacco hacker che ha utilizzato e sta utilizzando il protocollo SMB (Server Message Block) per propagarsi nei PC con Windows all’interno delle reti aziendali.

Il vettore d’attacco , come rilevato dagli specialisti di sicurezza informatica quali Incident Response di Check Point, può presentarsi in numerosi modi: un link all’interno di una mail, un link contenuto in un documento PDF o come un file ZIP cifrato (protetto da password) che contiene un PDF che dà avvio alla catena di infezione.
Il ransomware che ha sferrato l’attacco è la versione 2.0 di WCry, noto come WannaCry o WanaCrypt0r. La versione 1.0 di questo ransomware era stata scoperta lo scorso 10 febbraio, ma il ransomware era stato poco utilizzato. Nella serata di Venerdì 12 Maggio la versione 2.0 è stata responsabile di un attacco mondiale che è ancora in corso.
Questo ultimo attacco globale è particolarmente pericoloso perché il malware utilizzato oltre a essere un ransomware, rientra nella categoria worm (malware in grado di autoreplicarsi). Il worm si diffonde ad altri computer tramite appunto una mail o una rete di pc. Una volta che il PC viene colpito, il worm cifra i dati e blocca il dispositivo finché non viene pagato un minimo di 300 dollari in moneta virtuale bitcoin. 
Oltre gli ospedali britannici, l’attacco ha coinvolto aziende presenti in Russia, Turchia, Indonesia, Vietnam, Giappone, Spagna e Germania. In Spagna sono state coinvolte aziende come Telefonica e Santander. In Italia il Centro nazionale Anticrimine Informatico per la protezione delle Infrastrutture Critiche, sta costantemente analizzando il fenomeno, intensificando le attività di monitoraggio e le procedure idonee a garantire la massima sicurezza delle infrastrutture informatiche del Paese. Sono state colpite alcune università ma al momento non si hanno evidenze di gravi danni ai sistemi informatici o alle reti telematiche delle infrastrutture informatiche del Paese.

Come agisce il malware
il malware viene ricevuto via rete o collegando chiavette USB “infette”. Il malware si installa nella macchina “vittima” sfruttando un bug noto come “EternalBlue” e colloca l’eseguibile “mssecsvc.exe” nella directory di sistema C:\windows. Si installa come servizio e procede ad eseguire due attività parallele utilizzando diversi eseguibili.
La prima attività consiste nel criptare determinate tipologie di file. La seconda provvede a propagare il malware sulla eventuale LAN presente sfruttando la suddetta vulnerabilità del protocollo SMB con le porte TCP 445 e 139. Questa seconda componente inoltre effettua scansioni in rete alla ricerca di nuovi target da infettare via SMB porta 445. Non è ancora noto se installa anche qualche backdoor. Stranamente, il codice sorgente contiene una richiesta Open_Internet verso un sito pubblico che, se raggiunto, blocca la seconda attività, quella di diffusione sulla rete (una “debolezza” che ha consentito di bloccare il malware grazie ad un utente che ha registrato un dominio ad hoc).
La Polizia di Stato avverte che non si escludono ulteriori problematiche legate alla propagazione di un’ulteriore versione di “WannaCry” 2.0, ovvero al riavvio delle macchine con l’inizio della settimana lavorativa.

Come difendersi?


Per difendersi dall’attacco, oltre ad eseguire affidabili backup al fine di ripristinare facilmente i sistemi interessati in caso di cifratura, si consiglia quanto prima di:

• eseguire l’aggiornamento di sistemi operativi della protezione per sistemi Microsoft Windows pubblicato con bollettino di sicurezza MS17-010 del 14 marzo 2017;
• aggiornare il software antivirus
• disabilitare dove possibile e ritenuto opportuno i seguenti servizi: Server Message Block (SMB) e Remote Desktop Protocol (RDP);
• il ransomware si propaga anche tramite phishing pertanto non aprire link/allegati provenienti da email sospette;
• il ransomware attacca sia share di rete che backup su cloud, quindi per chi non l’avesse ancora fatto aggiornare la copia del backup e tenere i dati sensibili isolati.

Per le aziende
• eseguire gli aggiornamenti di sicurezza degli apparati di rete preposti al rilevamento delle istruzioni (IPS/IDS);
• dove possibile e ritenuto opportuno bloccare tutto il traffico in entrata su protocolli: Server Message Block (SMB) e Remote Desktop Protocol (RDP).
 
Altri consigli 
Eseguire periodici Backup dei file più importanti: fare una copia offline dei propri file su un dispositivo esterno e su un servizio cloud online. Questo metodo protegge i file, non solo da ransomware, ma anche da altri pericoli. Nota: i dispositivi esterni devono essere utilizzati per solo per il backup ed essere disconnessi immediatamente dopo il completamento dello stesso.
I malintenzionati sono costantemente alla ricerca di modi per rubare il nostro denaro, i dati privati e le risorse del nostro dispositivo – non lasciamoglielo fare. Non apriamo email che non ci aspettiamo di ricevere, non clicchiamo sui link a meno che non sappiamo esattamente cosa sono e dove portano, e se viene chiesto di eseguire macro in un file di Office, non facciamolo. Inoltre, tenersi informati sulle più recenti campagne di malware aiuta a non cadere vittima di una nuova e originale tecnica di phishing o a non scaricare un’app malevola, che può portare all’installazione di malware sul nostro computer o il furto delle credenziali.
Dotarsi di una soluzione di sicurezza completa e aggiornata: soluzioni e prodotti di sicurezza di qualità proteggono da una varietà di tipi di malware e da diversi vettori di attacco. Le odierne soluzioni di antivirus, IPS e sandboxing possono rilevare e bloccare i documenti di Office contenenti macro dannose e impedire a molti kit di exploit di sfruttare il sistema anche prima dell’infezione malware.

Martedì, 09 Maggio 2017 22:00

Filemaker 16

FileMaker 16, tante novità per il database multipiattaforma.
La nuova release di FIleMaker integra novità di rilievo per gli sviluppatori relative a mobilità, sviluppo, integrazione, sicurezza e scalabilità.

FileMaker, consociata di Apple, ha presentato FileMaker 16, ultima versione del database/piattaforma che consente di creare app personalizzate da eseguire su iPad, iPhone, Windows, Mac e Web.

Molte le novità di questa versione relative a mobilità, sviluppo, integrazione, sicurezza e scalabilità. Eseguendo l’applicazione su iPad o iPhone è possibile firmare i documenti come se fossero un modulo cartaceo. Oltre alla visualizzazione a schermo intero, la schermata di cattura firme può essere visualizzata anche sovrapposta o incorporata in un formato. Gli utenti possono visualizzare il documento che stanno firmando nella stessa schermata.

Inoltre sono integrate istruzione di script per il monitoraggio dell’area geografica: ora è possibile eseguire automaticamente un’azione quando un dispositivo iOS rileva un iBeacon predefinito nelle vicinanze oppure visualizzare automaticamente informazioni in base alla localizzazione quando si accede a un geofence predefinito.

Il supporto PDF permette di stampare fatture, etichette, badge e altro ancora in FileMaker WebDirect. È possibile eseguire resoconti automatizzati e salvare altre informazioni come PDF utilizzando gli script eseguiti in FileMaker Server. Altre novità che riguardano gli sviluppatori sono la possibilità di di copiare e incollare le liste valori in FileMaker Pro, aprire in modo dinamico i file ospitati specificando una variabile quando si seleziona un percorso file. Il visualizzatori dati è stato migliorato e offre funzionalità di completamento automatico per i nomi delle funzioni. È possibile valitare automaticamente i risultati per le funzioni e ridimensionatr la finestra “Modifica espressione” per visualizzare tutti i risultati.

Per quanto riguarda l’integrazione è possibile collegarsi ad altre origini dati scambiando i dati con altri servizi e applicazioni Web. È possibile scegliere tra più di 90 opzioni cURLe, creare chiamate HTTP/HTTPS dettagliate per richiedere dati JSON da altre applicazioni attraverso API REST. Non manca la possiiblità di usare funzioni predefinite per semplificare il parsing e la creazione dei dati JSON richiesti da altre origini dati.

Sul versante sicurezza è possibile semplificare la gestione delle credenziali con OAuth 2.0 utilizzando provider di autenticazione di terze parti. Si possono usare le credenziali di account Amazon, Google o Microsoft Azure esistenti per accedere ad app personalizzate basate su FileMaker.

Mercoledì, 19 Aprile 2017 22:00

Novita' Adobe dal NAB di Las Vegas

Adobe Creative Cloud, le novità’ dal NAB di Las Vegas.
Aggiornato Adobe Creative Cloud con nuove funzioni in Premiere Pro e After Effects per grafica, titolazione, animazione, audio, condivisione degli asset per collaborare a distanza,  supporto migliorato per la tecnologia Metal di Apple.

In occasione della National Association of Broadcasting (NAB) conference, Adobe ha annunciato un aggiornamento per Adobe Creative Cloud che mette a disposizione nuove funzioni per la collaborazione e miglioramenti nella funzionalità del flusso di lavoro per video e audio digitale.
L’aggiornamento della Creative Cloud disponibile da oggi offre nuove funzionalità per la grafica e la titolazione, l’animazione, la pulizia dell’audio e la condivisione degli asset, supporto per formati video di ultima generazione quali HDR (High Dynamic Range) con l’esportazione in HLG (Hybrid LOG Gamma), VR e 4K, l’integrazione con Adobe Stock e funzionalità di intelligenza artificiale (AI) che sfruttano Adobe Sensei. il framework che unisce AI e apprendimento automatico per “comprendere” il significato e il sentiment di un testo.

Tutte le nuove funzionalità per Adobe Creative Cloud sono disponibili con l’ultimo aggiornamento di CC 2017. Adobe Creative Cloud prevede piani che partono da 60,99 euro al mese IVA inclusa.

Mercoledì, 12 Aprile 2017 22:00

Microsoft: termina il supporto a Vista

Terminato il supporto di Windows Vista, il sistema operativo Microsoft tra i meno amati di sempre.
L’11 aprile 2017 ha segnato la data per la fine del supporto definitivo per Windows Vista. Il supporto “mainstream” era già terminato nel 2012 ma il cosiddetto supporto “Extended” viene dismesso effettivamente solo ora.

Il sistema operativo che Microsoft propose nel 2007 come successore di Windows XP, non è più ufficialmente supportato avendo terminato definitivamente il suo ciclo di vita. Questo significa: niente più aggiornamenti di sicurezza, correzioni automatiche, supporto a pagamento, assistenza tecnica online.
Ogni prodotto Windows ha un ciclo di vita. Il ciclo di vita ha inizio quando il prodotto viene rilasciato sul mercato e termina quando non è più supportato. L’11 aprile 2017 è la data che segna il fine del supporto definitivo per Windows Vista. Il supporto “mainstream” era già terminato nel 2012 ma il cosiddetto supporto “Extendd” finisce ora (un modello che, per alcuni prodotti, prevede il supporto a pagamento quando il supporto mainstream è terminato).
Vista richiese una “gestazione” di oltre cinque anni. Lo sviluppo iniziò nel maggio 2001 e terminò nel novembre 2006. L’obiettivo principale era offrire miglioramenti e novità di rilievo rispetto a Windows XP. Nel 2003 il progetto prese una però una piega inaspettata: quello che internamente era conosciuto con il nome in codice “Longhorn” iniziò infatti a discostarsi sempre di più dal predecessore, acquisendo nuove funzionalità e tecnologie ma costringendo a un certo punto Microsoft a ripartire da zero abbandonando o rimandando alcune funzioni inizialmente previste (che arrivarono dopo con Windows 7). Lo sviluppo della prima versione terminò l’8 novembre 2006 ma nonostante vari aggiornamenti successivi si portò dietro vari problemi che finirono per trasformarlo in un sistema operativo poco amato. 
 Il consiglio per gli utenti che possono farlo è ovviamente di passare a Windows 10.
Nel frattempo il supporto mainstream di Windows 7 è terminato il 13 gennaio 2015, il supporto “extended” è previsto per il 14 gennaio 2020. Per quanto riguarda Windows 8.x, il fine supporto mainstream è indicato per il 9 gennaio 2018; la fine del supporto Extended è prevista per il 10 gennaio 2023.

Mercoledì, 05 Aprile 2017 00:00

Achab - Mail Store

Archiviazione email sicura con MailStore.

MailStore. L’archiviazione della posta elettronica automatica, semplice e sicura. MailStore archivia automaticamente tutti i messaggi email in ingresso e in uscita in un sistema centrale e sicuro. Grazie a questa soluzione gli utenti potranno cercare in autonomia i propri messaggi, anche quelli cancellati, senza dover chiedere supporto all’amministratore di rete. E’ una soluzione flessibile che funziona con qualsiasi mail server e con qualsiasi client di posta elettronica. MailStore è la soluzione ideale di archiviazione e gestione delle email per le piccole e medie imprese nel pieno rispetto della normativa relativa al mantenimento delle conversazioni digitali. I vantaggi Veloce e facile per gli utenti che possono accedere rapidamente alle email archiviate, incluse quelle cancellate per errore. Autonomia degli utenti che possono recuperare le loro email, senza chiedere a nessuno, ottimizzando i tempi. Nessuna email andrà persa accidentalmente o per problemi tecnici poiché MailStore è anche uno strumento di backup di tutte le email che saranno facilmente recuperabili. La possibilità di accedere ai messaggi di altri utenti, se si hanno i diritti, permette di semplificare le attività di recupero delle
informazioni, nel caso in cui un dipendente lasci l’azienda. L’archiviazione automatica dei messaggi in entrata e in uscita assicura conformità alla normativa vigente e permette di tutelarsi contro rischi legali o reclami di clienti. Una volta archiviate, le email possono essere eliminate dalle caselle del server di posta, ciò consente una notevole riduzione del carico dei server di posta. Come funziona La strategia di archiviazione di MailStore può essere personalizzata in base alle esigenze specifiche di ogni azienda. Ogni mail inviata o ricevuta viene automaticamente archiviata, identica a quella originale, in un sistema centrale. Gli utenti accedono direttamente all'archivio dal proprio computer e possono eseguire ricerche per data, mittente, oggetto, destinatario o specificare le parole da cercare nel corpo o all'interno degli allegati. Quindi possono ripristinare in autonomia le email (anche quelle cancellate). Si può accedere all’archivio attraverso un browser, un qualunque client IMAP, tramite mobile e anche da Outlook. Inoltre si può accedere all’archivio di MailStore anche tramite un’applicazione desktop che consente ricerche immediate.

SPIN srl è rivenditore Achab.

Mercoledì, 05 Aprile 2017 22:00

Adobe Creative Cloud 2017

Adobe Creative Cloud 2017.

Nell’ambito della conferenza internazionale Adobe MAX, che ha visto la partecipazione di più di diecimila persone da
tutto il mondo, Adobe ha introdotto le novità relative all’aggiornamento di quella che definisce la release 2017 di Creative
Cloud. L’aggiornamento è all’insegna dell’approccio cloud, con la sincronizzazione tra tutti i dispositivi, di un marketplace di
contenuti per aiutare a velocizzare la produzione e sull’esperienza d’uso in modo che l’attenzione vada al processo creativo e
non agli strumenti.
Alcune delle novità di questo rilascio della Creative Cloud da parte di Adobe sono subito disponibili, altre sono state
annunciate e saranno disponibili nei prossimi mesi.
La nuova beta di Adobe XD (Experience Design), lo strumento per la progettazione e la creazione di siti web e app mobile,
aggiunge il supporto per simboli e layer, i commenti su prototipi condivisi e le app per iOS e Android con cui avere
un’anteprima in tempo reale direttamente sul dispositivo. Entro la fine dell’anno sarà rilasciata anche la beta per Windows
10 ed entro la prima metà del 2017 per gli iscritti a Creative Cloud saranno introdotte nuove interessanti funzionalità cloud,
quali l’editing collaborativo tra membri del team, il versioning visuale e opzioni di collaborazione con clienti e sviluppatori.

Project Felix è invece un’app del tutto nuova, che combina design 2D e 3D. Lo scopo dell’app è di consentire ai designer e ai
grafici di ottenere immagini 3D foto-realistiche senza dover necessariamente essere degli esperti di 3D. La beta dispone di
una libreria di modelli, materiali e luci con cui è possibile intraprendere subito un progetto. Il rendering in tempo reale aiuta
il designer ad avere un immediato controllo sul lavoro creativo e le funzionalità basate sul machine learning del software
(quali l’illuminazione e l’orizzonte automatici) assicurano realismo all’immagine anche senza un’approfondita conoscenza del
3D. È un’app che si propone come utile complemento a Photoshop ed è semplice da usare.
Per quanto riguarda le app desktop per il video, After Effects acquisisce un nuovo rendering engine più potente e veloce. La
funzione auto-detect VR di Premiere Pro rileva automaticamente il tipo di contenuto VR. Verranno inoltre inserite
funzionalità per rendere più efficiente il flusso di lavoro sia in termini di collaborazione basata sul cloud per i team sia per
quel che concerne la pubblicazione su diversi canali social.
Anche le app desktop di design guadagnano dei miglioramenti, con più di 85 nuove funzioni, quali la barra di Universal
Search in Photoshop, un potenziamento delle funzioni di Illustrator, opzioni aggiuntive per le note a piè pagina in InDesign.
Dreamweaver guadagna una nuova interfaccia utente dalla linea più pulita e moderna e un engine del codice più veloce e
flessibile. È interessante la ricerca visuale in Stock, su cui Adobe sta lavorando e che consentirà di trascinare un’immagine sul
browser per trovare immagini simili ad essa, sempre grazie agli algoritmi di machine learning.
Gli aggiornamenti e i miglioramenti coinvolgono anche le app mobile e soprattutto Adobe Stock, tra i cui tipi di asset sarà ora
possibile trovare anche i template, i materiali e i font. Viene inoltre rilasciato il contributor portal per Adobe Stock e viene
resa ancora più profonda l’integrazione con le app di Creative Cloud.

Adobe Sensei (in giapponese può essere significa “maestro” o “insegnante”) è l’affascinante nome che Adobe ha dato alla
sua piattaforma basata sull’intelligenza artificiale e sul machine learning. Dato il campo d’utilizzo dei software della casa di
San Jose, Adobe Sensei unisce l’abilità di “masticare” enormi quantità di dati e contenuti all’obiettivo di migliorare
l’esperienza e l’attività creativa degli utenti. Adobe Sensei va a potenziare le piattaforme Creative Cloud, Adobe Document
Cloud e Adobe Marketing Cloud, per offrire nuove possibilità e rendere più efficiente il lavoro.
La decennale esperienza di Adobe nella interpretazione, manipolazione e categorizzazione di immagini, nel riconoscimento
dei caratteri e nei meccanismi di marketing si è combinata con le ultime tecnologie riguardanti l’AI (intelligenza artificiale) e il
machine learning per mettere a punto il motore di machine learning Adobe in modo che possa padroneggiare giganteschi
volumi di dati, di contenuti e di asset ed essere utile per le esigenze degli utenti, offrendo servizi non più semplicemente
automatici, ma anche “intelligenti”. Vi sono già decine di tali servizi intelligenti potenziati dall’engine di Adobe Sensei nelle
soluzioni cloud Adobe, e altri se ne sono aggiunti con gli annunci del MAX, e l’azienda ha dichiarato la propria intenzione di
continuare e allargare gli investimenti e i servizi in questo ambito.
Tra i servizi che sfruttano il framework Adobe Sensei ci sono ad esempio le funzioni di deep learning per ricercare, taggare
automaticamente le immagini e fornire risposte intelligenti alle ricerche degli utenti; il riconoscimento automatico dei font e
dei volti; la segmentazione semantica delle immagini. Tali elaborazioni consentono funzioni quali la ricerca visuale in Stock,
la trasformazione dell’espressione facciale in un ritratto, la conversione di un dialogo nell’animazione di una bocca in un
cartone. Si trasformano cioè in funzioni che entrano poi nella cassetta degli attrezzi dei creativi mediante i software e i servizi
cloud. E non solo dei creativi, perché questa enorme intelligenza artificiale è anche a disposizione delle piattaforme Adobe
Marketing Cloud e Adobe Document Cloud.

Mercoledì, 05 Aprile 2017 22:00

2007-2017 Dieci anni con iPhone.

2007-2017 Dieci anni con iPhone.

iPhone, 10 anni fa Steve Jobs lo presento' al mondo. Era il 9 gennaio 2007, aprì al 'touch' ed al mondo app.
Un telefono, un lettore di musica, un dispositivo per fare ricerche su Internet e controllare e-mail.
Tutte funzioni oramai disponibili su qualunque smartphone, anche quelli di fascia bassa, ma che solo dieci anni fa
rappresentarono una rivoluzione. Questo e molto di più è stato il primo iPhone che Steve Jobs lanciò il 9 gennaio 2007 a San
Francisco eliminando la tastiera e aprendo al 'touch', ora familiare anche ai bambini, e al mondo delle app.
Il primo iPhone si chiamava 2G o Edge aveva un display piccolo rispetto a quelli attuali (misurava 3,5 pollici) ma all'epoca
sembrava ampio. Spariva la tastiera presente su tutti i telefoni dell'epoca (come l'allora popolare BlackBerry) e per interagire
non c'era il pennino - a Steve Jobs non piaceva - ma per la prima volta fu introdotto il 'touch' e l'uso delle dita, "il miglior
puntatore con cui siamo nati" spiego' Jobs aggiungendo che l'iPhone era cinque anni avanti rispetto a qualsiasi altro telefono
cellulare.
Il dispositivo arrivò sul mercato statunitense il 29 giugno 2007, il primo giorno vennero venduti oltre 525mila pezzi. Tra
settembre e novembre arrivò in Inghilterra, Germania e Francia e iniziò la febbre, anche in Italia, per procurarselo tramite
amici. L'anno successivo, il 9 giugno 2008, Apple annuncia il nuovo iPhone 3G che combinava alle funzionalità già disponibili
le prestazioni offerte dalle reti 3G. A luglio dello stesso anno arriva anche l'App Store, aprendo al mondo delle applicazioni e
degli sviluppatori. Insomma, l'iPhone ha sicuramente rivoluzionato i telefoni e il mercato degli smartphone, ora sempre più
affollato e competitivo.
L'appuntamento è per settembre 2017, con l'iPhone del decennale.
Mercoledì, 05 Aprile 2017 22:00

Apple annuncia le date della WWDC 2017

Apple annuncia la WWDC17: la conferenza mondiale degli sviluppatori dal prossimo 5 giugno a San Jose, California.

L'annuale edizione della Worldwide Developers Conference (WWDC), la conferenza che riunisce la comunità di
sviluppatori dell’universo Apple, si terrà presso il McEnery Convention Center di San Jose. 

 

Mercoledì, 05 Aprile 2017 22:00

Sophos, nuovo approccio alla sicurezza endpoint

SPIN srl , in qualita' di Consulente per la Sicurezza dei dati, suggerisce e segnala la nuova generazione di soluzioni
antivirus basate su analisi euristica, con funzioni di diagnosi precoce.

La nuova tecnologia antivirus ideata da Sophos, analizza il comportamento dei processi operanti sul pc essendo in
grado di individuare attività’ malevoli come ad esempio i criptovirus, che solitamente non vengono invece rilevati dai
sistemi basati sulle sole “virus definitions”.

Antiexploit next-gen, antiransomware e analisi delle cause. 

Sophos Intercept X aggiunge tecnologie di protezione indipendenti dalle rme di ultima generazione alla vostra
attuale soluzione di sicurezza endpoint, per garantirvi una protezione completa e a livelli multipli.
Per maggiori informazioni potete richiedere la visita di un nostro consulente.

SOPHOS INTERCEPT X: un nuovo approccio alla sicurezza endpoint.
Blocco del ransomware prima che possa prendere in ostaggio i file.

Al giorno d’oggi, il ransomware è il malware nemico numero uno delle aziende. Cifra i file e li tiene in ostaggio sino al
pagamento di un riscatto (ransom), provocando interruzioni del servizio e seri problemi di produttività aziendale.
Sophos Intercept X include CryptoGuard, che previene la cifratura spontanea dei dati a scopo malevolo a opera del
ransomware, e persino da parte di file o processi attendibili che sono stati compromessi. Una volta intercettato il
ransomware, CryptoGuard ripristina i file al proprio stato sicuro.

Analisi delle cause, per informazioni dettagliate sulle minacce

Siete stati colpiti! Come ha fatto il malware a infiltrarsi nei sistemi, dove è finito, quali altre parti del sistema sono state
colpite, e soprattutto... Cosa fare adesso? Con noi siete protetti in tutto e per tutto.
L’analisi dettagliata e approfondita evidenzia le cause alla base degli attacchi, indicando i percorsi infettati e offrendo
una consulenza prescrittiva per aiutarvi a risolvere le infezioni oggi, e a incrementare la vostra sicurezza
complessiva in futuro.

Prevenzione degli exploit, per il blocco delle minacce più recenti.

Le esclusive tecnologie di Sophos Intercept X sono appositamente studiate per bloccare gli autori degli attacchi
prima che abbiano l’opportunità di sferrare il primo colpo. Invece di analizzare centinaia di milioni di campioni di
malware noti, Intercept X si concentra sul numero relativamente limitato di tecniche utilizzate per la diffusione
del malware. Questa strategia ci consente di sventare gli attacchi del giorno zero anche senza averli mai visti prima.

Approccio fresco e innovativo, disinfezione profonda
Con Intercept X includiamo un potentissimo strumento di rimozione dei virus. Mentre nella maggior parte dei casi i
programmi di disinfezione dei virus si limitano a rimuovere i file di malware, Sophos Clean si spinge oltre, estirpando il
codice malevolo e le chiavi di registro create dal malware. Il computer sarà rimesso a nuovo, come se non fosse mai stato infettato. 

 

 

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